Lettura e commento de L'infinito di Giacomo Leopardi, a cura di Andrea Cortellessa. Questo colle solitario mi è sempre stato caro, così come questa siepe che impedisce allo sguardo di vedere buona parte dell’orizzonte. La presenza di questi elementi è l'unica cosa che àncora il poeta alla realtà, ma esse appaiono ovunque indistinti e piuttosto indeterminati. Più sinteticamente si tratta del continuo passaggio e del continuo gioco di rimandi tra ciò che vediamo e sentiamo e ciò che immaginiamo, presentiamo, o ricordiamo; il continuo passaggio tra un piano empirico e un piano virtuale che, spingendo il soggetto al limite delle sue facoltà razionali, richiama il sentimento del naufragio e della morte. Analisi del testo Lirica ispirata da una esperienza personale a partire dalla quale Leopardi giunge ad una riflessione filosofica di tipo esistenziale. Infinito di Giacomo Leopardi analisi del testo . L'infinito è una delle liriche più famose dei Canti di Giacomo Attraverso precise tecniche espressive (vedi sotto, nell’analisi del testo) Giacomo Leopardi non solo riesce a rendere esemplarmente la duplicità delle dimensioni (quella percettiva e quella psicologica) coinvolte nell’esperienza cantata ma esemplifica al meglio anche quella poetica dell’indefinito e del vago che privilegia sensazioni dai contorni sfumati, nebulose, vagheggiate, ed è strettamente collegata a quella teoria del piacere secondo la quale (in base a una riflessione del luglio 1820, contenuta nello Zibaldone) l’uomo ha un’inclinazione naturale all’infinito. e le morte stagioni, e la presente Composto a Recanati, presumibilmente tra la primavera e l’autunno del 1819, L’inifinito viene pubblicato inizialmente sulla rivista milanese Nuovo Ricoglitore, nel dicembre 1825, per poi comparire in volume nei Versi del conte Giacomo Leopardi editi dalla Stamperia delle Muse (Bologna, 1826) e, poi, nei Canti editi da Piatti (Firenze, 1831). 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Altra figura retorica importante in questa poesia è l'enjambement, grazie al quale leggiamo i versi in modo continuo, senza pause, e che dà maggiore enfasi all'ampiezza di questi endecasillabi. Secondo Leopardi, l’uomo tende all’infinito perché esiste in lui una facoltà immaginifica che lo spinge a desiderare sempre più piaceri, uno dopo l’altro. L’infinito, poesia degli idilli di Giacomo Leopardi: parafrasi, tematica, analisi, metrica. L’Infinito di Giacomo Leopardi: analisi del testo . Infinito può essere lo spazio orizzontale sul piano cartesiano; oppure lo scorrere del tempo sulla linea del tempo; infinito è anche il tempo ciclico che si ripete continuamente, l'avvicendarsi delle stagioni, della vita che muore e rinasce. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello vv. ELABORATO. Ad esempio, dopo i primi tre versi introduttivi, nel momento in cui ha inizio l'esperienza sensoriale del poeta, l'uso del gerundio di sedendo e mirando (v. 4), l'uso del polisindeto con la ripetizione della congiunzione "e" (e sovrumani silenzi, e profondissima quiete... - vv. dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente odo stormir tra queste piante, io quello Questa lirica di Giacomo Leopardi fa parte dei Piccoli Idilli. L'ultima ripresa, nel verso finale, della congiunzione "e" (e il naufragar m'è dolce...) non fa che proseguire questo senso del vagabondare del pensiero con cui si conclude la poesia. Tutto nasce infatti da una contrapposizione iniziale tra uno spazio lontano (ma caro), il "laggiù" rappresentato dal colle, e uno spazio vicino e ristretto, il "qui", delimitato dalla siepe. Un'analisi del testo de L'infinito di Giacomo Leopardi consente di cogliere i tratti essenziali della poetica dell'indefinito e del vago e della prima produzione del poeta. Così tra questa E come il vento Infine, tutta la poesia si basa su metafore, dove la siepe rappresenta la barriera mentale dell'uomo che lo stimola a guardare "oltre", lo stormire del vento tra le piante ricorda alla mente gli spazi infiniti entro cui può muoversi il pensiero, e il mare in cui annegare è la dimensione senza confini dell'immaginazione. di Giacomo Leopardi Analisi del testo: La metrica: endecasillabi sciolti (non ci sono ne strofe ne rime) La lirica si svolge fra due poli contrapposti: realtà e immaginazione. quale siepe?). e questa siepe, che da tanta parte L'analisi del testo contiene la parafrasi, il commento, le figure retoriche e lo schema metrico della poesia "L'infinito" di Giacomo Leopardi. Vengono descritti pochi elementi naturali : un colle, una siepe che fa da barriera allo sguardo, il vento che soffia. Svolgimento della Analisi del testo L’infinito di Giacomo Leopardi. Lo stesso dualismo si ritrova sul piano contenutistico, giocato su un continuo confronto tra limite e illimitato, tra un’immagine, limitata e sbarrata, effettivamente vista, in una dimensione reale e un’immagine o, meglio, una suggestione, che “nel pensier si finge”, che il poeta crea in una dimensione virtuale, e per cui prova quasi spavento. e il naufragar m’è dolce in questo mare. Come scrisse Leopardi il 12-23 luglio 1820 nello Zibaldone, il desiderio di infinito si alimenta a partire da un impedimento della vista. Questa "libertà" metrica permette al poeta di esprimersi senza troppe costrizioni e soprattutto senza dare troppo l'impressione a chi legge dell'artificio letterario, rendendo il significato della poesia molto più personale e intimo, con un ritmo foneticamente meno cadenzato e di respiro più ampio. E non appena sento stormire il vento tra le piante, confronto quel silenzio infinito a questo suono: e mi viene in mente l’eternità, e il passato, e il presente, con i suoi suoni. io nel pensier mi fingo, ove per poco Come già detto, la poesia presenta numerosi enjambements, che le conferiscono un ritmo lento e continuo, sostenuto anche dall’uso di una sintassi tutto sommato piana (fatta eccezione per qualche anastrofe, ad esempio quella presente al v.1, e qualche iperbato) e dominata dalla coordinazione per polisindeto (la congiunzione “e” è particolarmente ricorrente). Ed è realtà, il motivo paesaggistico (colle, siepe, vento) a stimolare la fantasia verso l'infinito. 9-10), così “le morte stagioni, e la presente / e viva, e il suon di lei” (vv. il cor non si spaura. vv. Al poeta si presenta una visione limitata dell'orizzonte, ostacolata da una siepe, posta sulla cima di un colle. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Leopardi elabora tale teoria partendo dal presupposto che ogni uomo inevitabilmente è destinato ad una vita di tristezza e di dolore, dettata dalla crudeltà della natura matrigna che lo affligge con malattie, cataclismi e simili impedimenti. La poesia è un componimento di 15 endecasillabi sciolti. “Cor” (v. 8) è una metonimia. Il poeta si riferisce, quindi, a quella dimensione virtuale, di cui si diceva sopra, a quello spazio immaginario, parallelo a quello reale. Gli alunni, divisi in gruppi, organizzeranno un reading di poesie di Giacomo Leopardi. “L’infinito” di Leopardi: parafrasi e analisi del testo, Lascia il tuo commento Così, il mio pensiero affonda in questa immensità e naufragare in un mare di questo tipo è per me una sensazione dolcissima. e viva, e il suon di lei. Tra i vv. Se vuoi saperne di più leggi la nostra Cookie Policy. Tutte le Recensioni e le novità In realtà al poeta non interessa parlare della natura ma di ciò che accade al poeta di fronte ad essa. 5-6), e quello dell'assonanza col suono "s" (sedendo / spazi / sovrumani silenzi / profondissima quiete) danno alla frase un'ampiezza maggiore e una cadenza più lenta e dolce, che accompagnano bene il significato espresso dai versi. E come il vento Con il termine "idillio" l'autore si richiama alla tradizione poetica classica di Teocrito e dei poeti alessandrini.L'idillio è un'immagine piccola, ristretta e limitata. v. 14 = “immensità”: si tratta di un’immensità duplice, una spaziale che aveva immaginato nel pensiero e una temporale che ora torna in mente al poeta, dopo aver sentito la voce del vento. SPUNTI. v. 11 = “vo comparando”: “vado paragonando”, “confronto”. Per quanto riguarda lo schema metrico, ci troviamo di fronte a degli endecasillabi sciolti privi di strofe e di rime. Letteratour ne è il prodotto principale. E' vero che si parla di questo ermo colle, questa siepe, ecc, ma quest'uso di termini determinativi come questo e quello in realtà evidenziano ancora di più l'indeterminatezza del paesaggio (quale colle? Il nucleo centrale della poesia è dunque un tema molto caro all'uomo, che esprime il suo interrogarsi sui misteri del mondo, impossibili da sondare fino in fondo con la sola ragione. La peculiarità dell’idillio è quella di proporre un’immagine piccola, ristretta, limitata: è quella che si presenta al poeta durante la sua osservazione dell’orizzonte, ostacolata da una siepe, posta in cima a un colle (vedi l’immagine sopra); pertanto, paradossalmente, alla base di un componimento che ha come tema l’infinito, si ritrova il senso del limite e una visuale incompleta. Un'altra assonanza presente nella poesia è quella col suono "v" (ove per poco... e come il vento... a questa voce vo comparando... e mi sovvien... e la presente e viva): un'assonanza che si dipana su ben 9 versi (vv. infinito silenzio a questa voce immensità s’annega il pensier mio: Ma la passione per la letteratura, perfezionata con una Laurea all'Università di Pisa, accompagna da sempre la sua vita. v. 3 = “ultimo”: latinismo per “estremo”. v. 15 = “m’è dolce”: mi risulta piacevole e si riferisce alla sensazione dell’immergersi in un mare immaginato, dell’abbandonarsi a un flusso di sensazioni e di idee indeterminato. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. La natura: tra gli elementi che ricorrono maggiormente in questa poesia troviamo elementi naturali: l'ermo colle, la siepe, il vento, le piante, le stagioni, il mare. v. 7 = “io nel pensier mi fingo” il poeta immagina, si costruisce una situazione con gli strumenti della sua fantasia, proprio stante il limite che, pur sbarrando la vista, consente di figurarsi cose che non sarebbero immaginabili se la vista si estendesse da per tutto perché il reale escluderebbe l’immaginario. il cor non si spaura. Introduzione alla poesia L'infinito di Giacomo Leopardi attraverso l'analisi di titolo, temi fondamentali, figure retoriche principali. e il naufragar m’è dolce in questo mare. Anche se la poesia non fa uso di rime, in realtà è sapientemente costruita su un'infinità di piccoli accorgimenti fonetici e sintattici che gli danno una cadenza e una musicalità particolari. e viva, e il suon di lei. Testo della poesia con a fronte la parafrasi e approfondimento figure retoriche L'esperienza sensoriale: tra la percezione degli elementi naturali e l'elaborazione mentale di concetti astratti come lo spazio e il tempo, in questa poesia c'è un intero sistema sensoriale che viene vissuto ed espresso da parte del poeta. L'infinito è forse la poesia più conosciuta ed amata di Leopardi, senz'altro quella che rende più chiaramente il suo pensiero e la sua visione del mondo e della poesia. Soprattutto le congiunzioni hanno un’importanza primaria perché collegano non solo gli elementi descrittivi ma anche i passaggi tematici e si trovano, quando rivestono quest’ultima funzione, all’inizio del verso o della proposizione, in una posizione forte. 5-13), accompagnata da molte ripetizioni del suono "o", particolarmente profondo, che lega tra loro tutti i versi centrali della poesia fino a consegnarla all'epilogo. In questo stesso verso, nella proposizione successiva, la congiunzione “come” ha valore anche temporale e sta per “quando/non appena”; vv. Per “idillio” si intende, nella tradizione letteraria, un testo che rappresenta un quadretto di vita naturale, di serenità campestre, e qui in effetti troviamo un cenno di paesaggio agreste (il colle, la siepe, le piante).