A questo primo nucleo appartengono inoltre una Maddalena penitente del Giampietrino, allievo e seguace di Leonardo da Vinci, e un Ritratto di famiglia del bergamasco Andrea Previtali. Il plafone è solo l’inizio di un “racconto”, che continua sulle pareti secondo una stretta concatenazione di eventi-rappresentazioni. ... disegnati da Vincenzo D'Alba per Affreschi & Affreschi. The episcopal seat was transferred from Vicohabentia (Voghenza) to the newly founded Ferrara in 657. I suggestivi ambienti costituiti dalle grandi Sale di Palazzo Moroni conservano un meraviglioso ciclo di affreschi ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, realizzato dal 1649 al 1654 da Gian Giacomo Barbelli, qui coadiuvato dai quadraturisti Giovan Battista Azzola e, nella Sala della Caduta dei Giganti, da Domenico Ghislandi, padre del celebre fra’ Galgario. Il primo terrazzamento si presenta nella forma tipica dei giardini all'italiana. L’itinerario proposto comprente la visita alla chiesa La pianta nel dialetto locale viene detta marù e da questo nacque il cognome Moroni. Presentano bassorilievi eseguiti con la tecnica del trompe-l'œil, e dipinti dai colori più intensi che portano a ambienti esotici come il salottino cinese o la sala turca, e la sala rosa. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. L’abitazione è stata realizzata rinnovando una parte di magazzino e di fienile di un palazzo storico a Montevecchia, ... chair by sawaya e moroni. Il pittore decorò le stanze con affreschi ricchi di prospettive, squarci di cielo, scene cariche di espressione e di simbologie nascoste. Un percorso libero per conoscere Palazzo e Giardini Moroni. Il palazzo è sorto intorno alla metà del Seicento per volontà di Francesco Moroni, nato nel 1606 nel cuore di Città Alta, dove mezzo secolo prima i Moroni si erano trasferiti da Albino, luogo d’origine di questa nobile famiglia, le cui memorie risalgono al XIV secolo. A destra e sinistra della scalinata si trovano due bordi misti di erbacee perenni. Particolarmente raffinato è un piccolo ambiente voltato a botte e interamente affrescato, sulle cui pareti è raffigurata un’illusionistica balconata, decorata da putti e vasi di fiori, affacciata su un verdeggiante paesaggio. Un vero capolavoro di finzione prospettica, che dona allo spazio luminosità e atmosfera. Barbelli, autore degli affreschi che decorano la maggior parte delle sale e dai cui soggetti le stesse prendono il nome: sala dell’Età dell’Oro, dei Giganti, dell’Apoteosi d’Ercole ed infine della Gerusalemme Liberata. Donato Calvi ha perfettamente eseguito il proprio progetto iconografico, esteso anche ad altre figure allegoriche che commentano la sequenza di disegni. Il palazzo edificato dagli stessi Moroni tra il 1636 ed il 1666 presenta un fronte assai esteso e sobrio, in netto contrasto con l’impronta barocca data da G.G. Per questo la facciata si presenta in forma molto sobria, e con il portale asimmetrico, questo perché a causa de palazzo Marenzi che ne precludeva una giusta visualità. Nella Sala dell’Età dell’Oro (o Sala delle Stagioni), si nota subito l’imponenza di Saturno circondato da putti al centro del plafone, mentre nelle aperture della quadratura, sotto forma di personaggi femminili seduti su basamenti, quattro illustrazioni simboleggiano l’Allegrezza, la Semplicità, l’Abbondanza e la Pace, doti suggerite dai committenti. Il dipinto è opera del Barbelli e le quadrature di Domenico Ghislandi dell'Apoteosi d'Ercole e infine della Gerusalemme Liberata dedicata a Torquato Tasso. Amelio micheli ha recentemente ultimato il restauro degli affreschi di Giangiacomo Barbello sec. Click on “CC”, at the bottom-right of … Il soffitto, affrescato in modo da conferire all’ambiente l’illusione di una maggior altezza, raffigura l’atto in cui il Padre Eterno comanda all’Arcangelo Gabriele di informare Goffredo della missione che dovrà compiere in Terra Santa; e quello in cui l’Arcangelo informa Goffredo e un gruppo di angioletti che circonda l’Onnipotente, il quale appare fiducioso di quanto le truppe cristiane si apprestano a compiere. Pare che la giovane venne rimandata alla famiglia d'origine perché i Moroni non avevano adempiuto al versamento della dote nella cifra precedentemente concordata. Il programma iconografico di questo ambiente, reso spazioso dalle decorazioni, è un’evidente celebrazione delle virtù dei Moroni. Le altre hanno un aspetto virile e sono dedicate al Consiglio, allo Zelo, al Disprezzo ed al Giubilo. In foto: Bergamo, i giardini di Palazzo Moroni Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico: queste le “Giornate FAI”. Nella Sala dell’Apoteosi di Ercole, l’eroe mitologico è su una quadriga dorata; con una mano impugna una clava e nell’altra le redini dei destrieri al galoppo. Da Valmarina al sentiero dei Vasi, fra natura, storia e trekking, Il Forte di San Marco: la “fortezza nella fortezza”, nel cuore delle mura veneziane di Bergamo, Il Castello di San Vigilio e la sua evoluzione nella storia, L’antica Cattedrale di San Vincenzo: un viaggio di scoperta sotto il Duomo, Alla scoperta del tempietto di Santa Croce, nel cuore nascosto della città, Tra Valverde e la Conca d’Oro, nei verzicanti Colli, fra distese di orti e coltivi e bontà locali, Alberto Vitali e Bergamo. L'androne che si affaccia sul cortile interno un tempo conservava un affresco raffigurante un putto che reggeva una bilancia con la scritta Aequa lance librandum[7]. Commento document.getElementById("comment").setAttribute( "id", "ad26677cee37998b3f851bf463eccce0" );document.getElementById("g580bdbc3e").setAttribute( "id", "comment" ); Bergamo da scoprire rappresenta l’evoluzione del mio primo blog, Creative Family, una grande pagina bianca, tutta da scrivere e colorare, attraverso la quale nell’aprile del 2010 muovevo i primi passi nel variegato mondo del blogging. Nel 1599 la salma della martire protocristiana Cecilia venne riportata alla luce durante i restauri della basilica a lei dedicata nel rione Trastevere a Roma. Sotto di essi vi sono le relative storie, mentre per le pareti, l’Azzola ha usato la medesima tecnica mostrata al Palazzo Terzi, con colori ricorrenti nelle varie rappresentazioni che abbiano un nesso logico. Non mancano infine testimonianze della pittura barocca, come i paesaggi di Pietro Roncelli o le stravaganti bambocciate di Enrico Albricci. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. The Roman Catholic Archdiocese of Ferrara-Comacchio (Latin: Archidioecesis Ferrariensis-Comaclensis) has existed since 1986, when the diocese of Comacchio was combined with the historical archdiocese of Ferrara.It is a suffragan of the archdiocese of Bologna.. L'albero del gelso compare nel blasone della famiglia. “Palazzo Moroni è una delle migliori espressioni dell’arte Barocca a Bergamo” Lo Scalone d’Onore Il monumentale scalone è impreziosito da meravigliosi affreschi barocchi, opera del pittore di figura Gian Giacomo Barbelli e del quadraturista Giovan Battista Azzola. Il soffitto di questa sala è stato affrescato in modo che dia l'illusione ottica di avere un'altezza maggiore di quella reale. Associazione Culturale Fantalica – Palazzo Moroni – Visita Guidata. Inside the Scuola della Carita' there is a series of wonderful affreschi. Il testo edito a Bergamo nel 1655: “Le Misteriose pitture di Palazzo Moroni spiegate dall’Ansioso Accademico Donato Calvi Vice Principe dell’Accademia degli Eccitati all’Illustrissimo Sig. ... Palazzo della Ragione: Il palazzo Vecchio viene costruito intorno alla metà del XII secolo. Le sale prendono il nome dagli affreschi seicenteschi che ne decorano i soffitti. I Moroni furono un'importante famiglia di Albino arricchitasi nel Quattrocento grazie alla capacità sia militare sia ingegneristica di alcuni suoi personaggi[3] e dal Seicento con la coltivazione del gelso, e l'allevamento del baco da seta, indispensabili per la produzione tessile del territorio. Sulla sinistra, dei gradini irregolari in pietra conducono all’ultimo livello dei giardini sino alla torretta di San Benedetto, eretta dai veneziani alla metà del Quattrocento e definita: “il pensatoio del Conte” confinante con le proprietà della Rocca. [16], Bergamo: Palazzo Moroni entra nel patrimonio del FAI, il Fai adotta Palazzo Moroni,ora i restauri poi la riapertura, Il motto indicava che i piatti dovevano pareggiarsi, quindi accertarsi di avere i mezzi necessari prima di realizzare la costruzione di un fabbricato, Bergamo, palazzo Moroni diventa un bene Fai, Il pittore Giovan Battista Moroni non ha nessun collegamento parentale con la famiglia Moroni del palazzo, Bergamo alta 12 curiosità su palazzo Moroni e i suoi abitanti, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Palazzo_Moroni&oldid=116746346, Errori del modulo citazione - pagine con data di accesso senza URL, Errori del modulo citazione - citazioni che usano parametri non supportati, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Questa Sotto la volta dell’androne, fino alla prima meta dell’Ottocento vi era dipinta una bilancia con due piatti in perfetto equilibrio; su uno di essi v’era una costruzione e sull’altro un mucchio di denari ed  accanto un’iscrizione : “Aequa lance librandum” (“si deve agire con i piatti della bilancia in equilibrio”), come a dire che non si deve costruire una casa se non si ha denaro a sufficienza per terminarla: una massima che sottolinea l’operosità e la saggezza della famiglia Moroni. ). Un fregio dai colori chiaro scuri che attraversa per tutto l'ambiente, raffigura scene di differente genere. Il letto è sovrastato da un baldacchino drappeggiato. Protetto sul lato verso la corte interna da una balaustra in pietra decorata con vasi scolpiti, il primo terrazzamento è caratterizzato da un parterre formale tipico dei Giardini all’Italiana. Lo Scalone conduce al mezzanino, quindi al piano nobile. In seguito proseguiremo per la vicina Basilica di Santa Maria Maggiore per ammirare le splendide ... tra cui il ciclo di affreschi con Scene della vita di Maria, dipinto nel 1525 nella cappella laterale di sinistra. Ai mobili francesi laccati si aggiunge un camino marmoreo su cui spicca una specchiera di rara eleganza. Fondazione Museo di Palazzo Moroni - Via Porta Dipinta, 12 - 24129 Bergamo - C.F. Gli antichi miti, tanto cari ai pittori del Seicento, lasciano il posto nella grande Sala da Ballo alle gesta degli eroi della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Questi realizzò gli affreschi seguendo le indicazioni del committente e del priore del convento di Sant'Agostino Donato Calvi come risulta dal suo scritto del 1655 Le Misteriose pitture di palazzo Moroni spiegate dall'anziono Accademico Donato Calvi vice Principe dell'Accademia degli Eccitati.[6]. Negli ambienti di Palazzo Terzi affrescati all'indomani dell'impresa in Palazzo Moroni (dove lo stesso artista tornò a lavorare sui ponteggi con il suo primo maestro, il cremasco Gian Giacomo Barbello, 1650-1653), il Ghislandi sfodera un'audacia nuova e personale. La ristrutturazione eseguita nella metà dell'Ottocento, gli ha conferito l'aspetto che conserva. Per questo motivo il portale d’ingresso è in posizione asimmetrica rispetto alla facciata, che unita alla dimensione non eccessiva del Palazzo – insolita per le abitudini del tempo – e alla sobrietà dell’impostazione, non anticipa la monumentalità e la ricchezza decorativa degli spazi interni. Vi sono inoltre raffigurati il Giubili, il Disprezzo, lo Zelo e il Consiglio. Il letto è sovrastato da un baldacchino drappeggiato. Proprio per questa grande revisione fu acquistato il palazzo Marenzi che si trovava sul lato opposto della via nel 1878 e che venne completamente distrutto per dare luce e vista panoramica alle aperture del primo piano. Committenti d'Età Barocca. Il palazzo conserva opere di pregio, non solo quadri ma anche arredi, sculture, suppellettili, nonché una ricca documentazione cartacea che racconta la storia della famiglia e del palazzo, conservata in faldoni nel primo piano del fabbricato, che sono anche testimonianza della storia cittadina. Quest’ultimo completò il campanile di S. Maria Maggiore, fu l’autore di un ponte sull’Adda e, su incarico del Senato veneziano, di un ponte sull’Adige. Dal 2020 fa parte dei beni del FAI.[2]. (2) Cfr. Un’affascinante storia d’amore, ma anche di riscatto: come Psiche riesce ad ottenere dopo una serie di prove l’immortalità, così i Moroni celebrano la propria ascesa sociale, raggiunta con fatica grazie alle numerose abilità e alla forte determinazione. Il muro è terminante con la balaustra in pietra ornata di anfore che delimita il grande parco del palazzo che si estende fino al colle di Sant'Eufemia. Concessione Fondazione Museo di Palazzo Moroni, 2019. Tra i documenti vi è la raccolta dei documenti che testimonierebbero quello che fu il primo divorzio della storia di Bergamo e non solo. [15] Alcuni di questi documenti risalgono al XIV secolo. [14] Il Cavaliere in rosa, fu usato molte volte come soggetto per mostre del Seicento lombardo proprio per questa sua caratteristica tipica di fenotico lombardo, tra i dipinti più conosciuti del Moroni. Del Giampietrino una Maddalena penitente e del Previtali Ritratto di famiglia raffigurante Giovannino di Bertolino Casotti abitante palazzo Cassotti in via Pignolo. Fu realizzato nell'arco di trent'anni dal 1636 al 1666 per opera di Battista della Giovanna, e non presentava esternamente, alla sua costruzione, particolari di pregio architettonico, che erano invece di pregio nella parte interna. Tra il 1436 e il 1459, ad opera di Bertolasio Moroni di Albino, ... Presenti all’interno splendidi affreschi di G.B.Tiepolo (1733), raffiguranti la vita di S.Giovanni Battista. Una seconda saletta ha il plafone decorato sui toni dell’azzurro e del verde intenso con riquadri decorati con ornamenti di fantasia la cui leggerezza attribuisce slancio ed ariosità alle esigue dimensioni del locale. Il matrimonio tra una giovane della famiglia Moroni e uno della famiglia Benaglio che viveva nella vicinanze. Il disegno può essere considerato anche la premessa a ciò che si trova nello Scalone d’Onore – cui si accede a destra dell’androne d’ingresso -, dove il meraviglioso mondo affrescato dal fecondo pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli (1604-1656) appare con le sue imprevedibili soluzioni spaziali che formano sulle pareti e sui soffitti visioni lontane di ampio respiro. Nelle sale ottocentesche, che costituivano la residenza privata della famiglia, affreschi dai colori delicati riproducono sapientemente bassorilievi con la tecnica del trompe l’oeil, mentre colori sgargianti e soggetti fantasiosi ricostruiscono mondi classici o l’illusione di paesaggi esotici, come nella Sala Turca o nel Salottino Cinese. I dipinti proseguono sul fregio della parete con il prosieguo della storia e con la raffigurazione delle quattro figure femminili che rappresentano la Fede, la Fatica, la Bravura e la Vittoria. Il terzo terrazzamento è dominato da un grande esemplare di olmo ed è caratterizzato dalla presenza di sei tassi, potati in forma, e da una collezione di piante acquatiche autoctone. Find many great new & used options and get the best deals for RARE Old Book why and how does the Soldier 1889 First Edition at the best online prices at eBay! Ricerca online le opere e le foto della Fondazione. Proseguendo oltre il parterre, un vano passante precede la scalinata racchiusa tra due mura di contenimento che conduce al secondo livello, con scorci sul paesaggio circostante. Questo dipinto, molto plastico, colpisce l'osservatore dandogli la sensazione di reale caduta dall'alto dei colossi attratti dalla forza gravitazionale della Terra. I suggestivi ambienti costituiti dalle grandi Sale di Palazzo Moroni conservano un meraviglioso ciclo di affreschi ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, realizzato dal 1649 al 1654 da Gian Giacomo Barbelli, qui coadiuvato dai quadraturisti Giovan Battista Azzola e, nella Sala della Caduta dei Giganti, da Domenico Ghislandi, padre del celebre fra’ Galgario. infoaffreschi.com. Il settore privato del Palazzo: le sale ottocentesche. e, dall’altro, quello più intimo e privato: un insieme luminoso e scevro da pesantezza, grazie alla levità dei delicati stucchi veneziani sulle pareti e al seminato veneziano per la pavimentazione, introdotti nel XIX secolo per adattare gli ambienti alla moda del tempo. Le sale conservano anche ceramiche provenienti da Capodiponte, Meissen, Wedgwood e Sèvres. Il matrimonio era stato sicuramente concordato e non fu certo un matrimonio d'amore. L'appartamento si trova in un edificio della fine dell'700 un tempo era una depandance del Palazzo Moroni una residenza nobiliare. ... è in netto contrasto con l’impronta barocca data agli interni dagli affreschi di Barbelli che decora il suggestivo scalone e le sale maggiori della dimora, complete di arredi e opere d’arte che testimoniano l’amore per il collezionismo della famiglia Moroni. Come le otto statue bronzate dipinte lungo i lati del salone. La scalinata prosegue ornata di putti e vasi in pietra fino al terzo livello, dove vi sono sei piante di tasso potate a varie forme, e una pianta di olmo, nonché diverse piante acquatiche autoctone. Free shipping for many products! See the top reviewed local architects and building designers in Palazzo Canavese, Piedmont, Italy on Houzz. Sulle pareti, nove figure allegoriche rappresentano le qualità di questa famiglia, degna di essere ricordata nei secoli: l’Antichità, la Nobiltà, la Santità, il Valore, la Fortuna, la Ricchezza, la Dignità, l’Onore e la Sapienza: tutte inserite in riquadri dipinti da Giovan Battista Azzola. Vi è poi una fascia intermedia in chiaroscuro decorata con figure e scene di vario genere. [11][12], Le sale private del palazzo sono invece risalenti al restauro ottocentesco. Sono composti da quattro generose terrazze di impianto seicentesco – impostate lungo la forte pendenza del colle di Sant’Eufemia -, e da un’area vasta, detta “ortaglia”, in parte terrazzata, frutto di annessioni ottocentesche e destinata a colture produttive. I Giardini di Palazzo Moroni rappresentano una vasta area verde nel cuore della Città Alta di Bergamo che, grazie all’intervento del FAI – Fondo Ambiente Italiano, è oggi aperta al pubblico. La presenza dei ritratti a figura intera eseguiti dal Moroni non confonda però il lettore: il pittore non è direttamente imparentato con la famiglia ma appartiene alla discendenza dei Sereni (detti “Mori”), di cui capostipite fu Moro Moroni. series: Archivi di Storia dell'Arte Status of work Author of the original artwork Dating of the original artwork Location of the original artwork di Francesco Moroni, nato nel 1606 nel cuore di Città Alta, dove mezzo secolo prima i Moroni si erano trasferiti da Albino, luogo d’origine di questa nobile famiglia, le cui memorie risalgono al XIV secolo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 nov 2020 alle 14:23. A destra dell'androne si accede all'ampio scolane d'onore a due rampe che accompagna al mezzanino, e al primo piano. Il Salone, dedicato a Torquato Tasso e alla sua “Gerusalemme liberata” è il più ricco di decorazioni. Ai mobili francesi laccati si aggiunge un camino marmoreo su cui spicca una specchiera di rara eleganza. In particolare vi sono conservate interessanti lettere del cardinale Giuseppe Alessandro Furietti, la cui sorella aveva sposato un appartenente della famiglia. Quattro sono figure di donna e rappresentano la Fede, la Bravura, la Fatica e la Vittoria. Al n°12 di Via Porta Dipinta si apre il portale d’ingresso di Palazzo Moroni, che, con la sua facciata sobria e quasi severa, non lascia presagire le decorazioni degli ambienti interni, considerate una delle espressioni più significative dell’arte barocca in Bergamo. I lavori della grandiosa “fabbrica di Porta Penta”, durati dal 1636 al 1666, furono eseguiti da Battista della Giovanna, un impresario bravo ma non particolarmente illustre, che probabilmente non si curò di stilare o conservare un vero e proprio progetto poiché la struttura del Palazzo non prevedeva particolari soluzioni architettoniche: di fatto l’edificio, disegnato non per essere guardato dall’esterno, si distingue soprattutto per la fantasia e la professionalità degli artisti che lo hanno internamente abbellito nel corso del tempo. Tra le opere di maggior rilievo e anche di più grande fama ci sono i dipinti di Giovan Battista Moroni: il Cavaliere in rosa, Ritratto di Isotta Brembati e Ritratto di donna anziana seduta, che furono acquistati da Pietro Moroni nel 1817 da Marcantonio Fermo Grumelli. 232, 67 b/w plates, 46 col. plates, cm 21x30,5. Palazzo Moroni si trova a Bergamo in via Porta Dipinta civico 12, conserva al suo interno una ricca collezione di oggetti nonché dipinti di Giovan Battista Moroni, Bernardino Luini, Cesare Tallone, che sono il patrimonio artistico della famiglia dei conti Moroni[1] gestito dalla Fondazione Museo del Palazzo Moroni ricevuto come dono dal conte Antonio dopo la sua morte del 2009. L'edificio fu costruito per volontà di Francesco Moroni[5] nel Seicento dopo il suo matrimonio con Lucrezia Roncalli avvenuto nel 1631, dal quale nacquero molti figli, sul territorio acquistato dalla famiglia Pesenti in quella che era indicata come via Porta Penta. Il meraviglioso soffitto e il fregio ospitano invece i principali episodi della Favola di Amore e Psiche, narrata da Apuleio nelle Metamorfosi. Fatti decorare dal conte Antonio Moroni intorno al 1835, questi ambienti – la parte più abitata del palazzo – mantengono l’impronta del passato conservando gli accostamenti e le scelte originarie: negli arredi scelti con gusto, nei preziosi dipinti, nelle tappezzerie, nei soprammobili di autentico antiquariato, nelle specchiere antiche, nei lampadari, nei tappeti, negli ornamenti floreali. FRANCESCO TABUSSO (1930-2012) OLIO SU TAVOLA, STUDIO PER LE TENTAZIONI / DIPINTO. La stanza da bagno, a stucco lucido, conserva invece una vasca in marmo costituita da un unico blocco, la cui realizzazione risale ai primi dell’Ottocento. Le fortune di Francesco, il matrimonio con Lucrezia Roncalli da Chignolo nel 1631 e i numerosi figli che ne seguirono, lo indussero alla costruzione del Palazzo sul terreno di “Porta Penta”, l’attuale Porta Dipinta, vendutogli dalla famiglia dei conti Pesenti, poi estinta. Nel 1649 Francesco Moroni affidò la decorazione degli interni a Gian Giacomo Barbelli, fecondo pittore cremasco, conosciuto in città per i pregevoli affreschi di Palazzo Terzi. Nel 1649 Francesco Moroni ne affidò la decorazione a Gian Giacomo Barbelli (1604-1656), fecondo pittore cremasco, autore di pregevoli affreschi come quelli di un’altra prestigiosa dimora cittadina, Palazzo … Le decorazioni come stucchi, affreschi, soffitti cassettonati, maniglie, balaustre in ghisa stampata, ecc. ... lezioni che il marchese teneva gratuitamente presso il suo palazzo dove il De Sanctis avrà modo di conoscere il Leopardi e dove avviene la sua vera formazione. In asse con il primo terrazzamento, un’elegante scalinata adornata alla sommità da statue di putti e vasi scolpiti collega il secondo e il terzo terrazzamento. IL MORONI FRANCESCO ROSSI Ed DEL SONCINO X. Ne risulta un susseguirsi di immagini suggestive e raffinate, sempre allineate ad un’efficace impostazione cromatica. Il piano nobile del Palazzo può essere suddiviso in due settori, da un lato le maestose sale di rappresentanza e, dall’altro, quello più intimo e privato: un insieme luminoso e scevro da pesantezza, grazie alla levità dei delicati stucchi veneziani sulle pareti e al seminato veneziano per la pavimentazione, introdotti nel XIX secolo per adattare gli ambienti alla moda del tempo. L'appartamento è stato ristrutturato con gusto e tutti i confort moderni, lasciando inalterati alcuni elementi dell'epoca della costruzione come i soffitti in legno e le colonne in mattoni dell'epoca che conferiscono un fascino particolare agli ambienti.