La vita di Socrate, infatti, si concluse tragicamente nel 399 a.C., dopo un processo per empietà in cui fu condannato a morte dalla città. È un caprone ignorante, ma tutti i critici lo prendono per un cazzone di proporzioni esagerate, un figo, uno che ne sa a pacchi, che merita proprio di essere studiato. Socrate La ricerca avviene verificando se le opinioni che abbiamo intorno alle cose sono fondate oppure no. A questa deve seguire sempre una pars costruens. Leggi anche: Tutti i filosofi della storia della filosofia antica che si fanno al liceo. È il concetto cardine del pensiero di Socrate, maestro di Platone e primo dei tre grandi filosofi greci (assieme allo stesso Platone e ad Aristotele). Nel cercare di convincere il maestro a darsi alla fuga, ad esempio, tira in ballo il disprezzo con cui sarebbero poi stati guardati gli allievi del pensatore, visto che sarebbero sicuramente stati accusati di non aver fatto abbastanza per mettere in salvo Socrate. Se avete studiato un po’ di filosofia al liceo o all’università, questa frase non può certo giungervi nuova. Un metodo che permetteva – soprattutto con la sua prima fase, l’ironia – di far capire all’interlocutore che le sue credenze erano in realtà superficiali, poco fondate. So di non sapere è una famosa frase attribuita al filosofo greco Socrate che significa un riconoscimento della propria ignoranza dell’autore. In realtà l’allievo non dà grande prova di sé. Gli pareva anzi che tutti attorno a lui sapessero molte cose che lui ignorava completamente. La vera sapienza non consiste nell’affermare di sapere molte cose, ma nel riconoscere, nei confronti delle smisurate ed infinite possibilità scientifiche, la propria ignoranza. E di chi per primo iniziò a stimolare le persone nella ricerca di una verità più profonda. Socrate dunque intenzionalmente irritò i giudici, che non erano in realtà mal disposti verso di lui; Socrate in effetti aveva già deciso di non andare in esilio, in quanto anche fuori di Atene avrebbe persistito nella sua attività: dialogare con i giovani e mettere in discussione tutto quello che si vuol fare credere verità certa. Ma queste verità devono uscire dall’interlocutore stesso, non può darle Socrate, che non a caso si dichiara sterile. È il concetto cardine del pensiero di Socrate, maestro di Platone e primo dei tre grandi filosofi greci (assieme allo stesso Platone e ad Aristotele). La ricerca avviene verificando se le opinioni che abbiamo intorno alle cose sono fondate oppure no. di Socrate . Dopo aver demolito le credenze del suo interlocutore, pertanto, Socrate deve aiutarlo a cercare verità più profonde ed autentiche. "Saggezza e conoscenza non sono assolutamente la stessa cosa.Socrate intende dire che l'uomo veramente saggio,(saggio =accorto,avveduto e non "che sa tutto")è consapevole di non poter possedere tutto lo scibile e pertanto è pronto ad imparare … Pensa che i geni, quindi, dovrebbero morire a 40 anni. Per migliorare l'esperienza utente di tutti, i commenti sono sottoposti comunque a moderazione. L’Apologia di Socrate non è l’unico testo firmato da Platone a raccontare della morte di Socrate. Scoprirsi ignorante non serve a nulla, se questa ignoranza non diventa un punto di partenza. Lui ha la pretesa di spingere se stesso e gli altri a cercare nuove verità più profonde. Questa, con grande sorpresa del pensatore, aveva quindi risposto che non c’era nessuno più sapiente del suo amico. Proprio l’accettazione di questa sua condizione lo rese così saggio. https://www.linkuaggio.com/2011/10/so-di-non-sapere-socrate-e-lignoranza.html La frase che vi abbiamo appena riportato è una delle più famose di questo testo. L’equilibrio fra una grande fiducia nella ragione e la profonda consapevolezza della propria ignoranza è … : 'So di non sapere', Socrate e l'ignoranza alla base della vera conoscenza, 'So di non sapere', Socrate e l'ignoranza alla base della vera conoscenza, https://1.bp.blogspot.com/-afA1kUmcclA/VOfKd2kxmOI/AAAAAAAAMyM/-2CVW1qzvbM/s1600/conoscenza.jpg, https://1.bp.blogspot.com/-afA1kUmcclA/VOfKd2kxmOI/AAAAAAAAMyM/-2CVW1qzvbM/s72-c/conoscenza.jpg, https://www.linkuaggio.com/2011/10/so-di-non-sapere-socrate-e-lignoranza.html, È l'essenza ultima delle cose a costituire, perciò, Temi su Resistenza e Liberazione d'Italia, tipici di quello che ho definito tempo fa 'procedimento catartico'. E lo dimostra dunque anche la nostra frase conclusiva, che si concentra in particolare sulla prima eventualità. Così facendo, Socrate arrivò a formulare la frase che potete leggere qui sopra. Nessuno sa se per l'uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E poco dopo ci si imbatte in Platone e Aristotele, che questa tendenza la portarono alle estreme conseguenze. Secondo lui, infatti, solo chi ammette la propria ignoranza può mettersi alla ricerca della verità; pertanto, solo l'ignorante è veramente filosofo. Ma con l'affermazione "Io so di non sapere" Socrate praticamente vince alla lotteria. In esso Socrate dialoga con uno dei suoi allievi, appunto Critone, che ha preparato un piano per aiutarlo a scappare dal carcere e rifugiarsi fuori città. Le frasi che abbiamo scelto, comunque, arrivano da opere il cui contenuto è ritenuto abbastanza affidabile per conoscere il vero pensiero di Socrate. A quel punto i giudici, offesi dall’atteggiamento di Socrate, decisero di condannarlo a morte. Perché in ogni caso significa andare incontro a una situazione di benessere. Tutto il contrario di un atto di modestia. Secondo Socrate sì, chi afferma di essere un sapiente molto spesso non sa in realtà nulla. L’importante non è vivere, ma vivere bene. Nel primo caso, l’anima morirebbe col corpo e non ci sarebbe nulla nell’aldilà. Socrate dunque intenzionalmente irritò i giudici, che non erano in realtà mal disposti verso di lui; Socrate in effetti aveva già deciso di non andare in esilio, in quanto anche fuori di Atene avrebbe persistito nella sua attività: dialogare con i giovani e mettere in discussione tutto quello che … Tramite questi dialoghi, Socrate andò infatti delineando il suo metodo. Già nell'Antica Grecia il famoso filosofo Socrate sosteneva “So di non sapere”, motto che invitava a mantenere la mente aperta a nuove conoscenze e ad allontanare la presunzione di sapere tutto. Secondo il suo stesso racconto, un suo amico, Cherefonte, si era recato a Delfi. "So di non sapere" (Socrate) ... Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che a Dio." Non si tratta, però, di un… Davanti alla preoccupazione dei suoi discepoli, si limita quindi solo ad elencare alcune delle possibilità su cui si era già dibattuto, in ambito filosofico, fino a subito prima di lui. Il processo, infatti, non si concluse nel migliore dei modi. C’è un altro motto che Socrate fece proprio, dopo averlo scoperto sul frontone del tempo di Delfi. Ciò che Socrate aveva intuito era l'importanza della consapevolezza di sé. Ma cosa significa, precisamente, questa frase? Se avete studiato un po’ di filosofia al liceo o all’università, questa frase non può certo giungervi nuova. Possiamo dire che il traduttore accompagna la frase di Socrate "so di non sapere niente" ed è promotore di una costante formazione e studio. Socrate. "Saggezza e … Questo motto non fu quindi creato da Socrate, e anzi la sua origine è dubbia. Socrate: “Io so di non sapere”. Davanti alla prospettiva di darsi alla fuga, Socrate decise di rimanere in carcere e anzi farsi portare un veleno – la cicuta – in modo da darsi la morte con le proprie mani. Lì si concludeva l’avventura terrena del più rivoluzionario dei filosofi dell’antichità, di chi per primo spostò – assieme ai sofisti, suoi degni avversari – l’attenzione dalla natura all’uomo. Pubblicato da Unknown a 12:35 Nessun commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest. - Socrate. E, come Platone avrebbe poi scritto nel Gorgia [2], per Socrate è meglio subire un’ingiustizia piuttosto che commetterne una. E voi, quale citazione di Socrate preferite? Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente. Socrate sapeva che c’erano tante cose di cui non era a conoscenza e per questo motivo era sicuro solo di una cosa: non sapeva nulla. - Socrate. Nessuno dei suoi interlocutori, messo alla prova, si dimostrava in effetti sapiente. So di (non) sapere. Έτσι, δεν γνωρίζω So di non Sapere I know that I know Nothing Socratis Quest’oggi vi parlerò del significato, in apparenza contradditorio, della celebre... Siamo felici che partecipi alla community del nostro sito con commenti e osservazioni, ma ricorda di rispettare sempre le norme di buona condotta e le nostre Condizioni di Utilizzo che trovi nella parte in basso della pagina. Oltre 2400 anni fa, Socrate, noto saggio ateniese, famoso per il suo metodo e martire delle sue idee, cosciente delle limitazioni umane, espresse: "Solamente so di non sapere." La fuga, infatti, significherebbe rifiutarsi di obbedire alle leggi della città; leggi che, anche qualora fossero ingiuste, sono sempre state accettate da Socrate, che non si è mai battuto per cambiarle. Socrate: io so di non sapere Olof Gigon (Basilea, 28 gennaio 1912 – Atene, 18 giugno 1998) storico svizzero della filosofia antica interpreta la "dotta ignoranza" di Socrate come un non sapere che è consapevole di sé e dei propri limiti, come un atteggiamento polemico contro coloro che pretendono di sapere troppo e come avvertimento che il non sapere è lo stato normale dell`uomo. “Sapere di non sapere” è il paradossale fondamento su cui si base tutto il pensiero socratico. Oggi cercheremo di spiegare questa e altre citazioni del filosofo ateniese, anche se si tratta di frasi che non siamo certi siano state pronunciate da lui. Proprio in questo senso, risulta fondamentale la frase che trovate qui sopra. "Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza." Non sapere nei confronti di Dio: il sapere umano è poca cosa di fronte a Dio, intelligenza prima e somma. ↑. Segnala altre citazioni di Socrate nei commenti. Semplicemente, la frase forse faceva parte di un verso più lungo, in cui si invitavano i visitatori a pensare bene a quale domanda rivolgere all’oracolo (e quindi a guardarsi bene dentro, prima di entrare). In lui la virtù coincideva con la volontà di conoscere e con il sapere, mentre il male era convinto nascesse dall'ignoranza e da una insufficiente conoscenza del bene. Socrate: so di non sapere. Socrate diceva “io so di non sapere”, perché per lui la filosofia non dispone di un sapere come invece la scienza o la religione, ma è amore per il sapere. La frase "so di non sapere" doveva essere ricorrente nei discorsi di Socrate e riassume l'incessante ricerca che caratterizza il suo filosofare. di non sapere, per Socrate, già costituisce una base certa dalla quale partire per edificare più solidamente l'edificio filosofico. Come liberarci dalla (nostra) ignoranza. Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Socrate diceva “io so di non sapere”, perché per lui la filosofia non dispone di un sapere come invece la scienza o la religione, ma è amore per il sapere. Lo staff, LINKUAGGIO? Basti pensare che il celebre commediografo Aristofane lo rappresentò nella sua commedia Le nuvole, mostrandolo come un sofista poco affidabile e dedito a un sapere vuoto e senza costrutto. Quando si studia Socrate al liceo, si rimane spesso abbastanza delusi. Pubblicato da Unknown a 12:35 Nessun commento: Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest. Almeno per questo piccolo particolare, comunque sia, sembro più sapiente di lui: non credo di sapere quello che non so". © COPYRIGHT 2013/2020 CINQUE COSE BELLE. Ermanno “scrip” Ferretti ha 41 anni, vive tra Roma e Vienna (nel senso che abita più o meno a metà strada tra le due) e di mestiere fa l’insegnante. Non è però l’unica. - Socrate "Sembra dunque che per questo particolare io sia più saggio di quest'uomo, poiché non m'illudo di sapere ciò che non so!" Socrate non ambisce, infatti, solo a demolire le idee e le convinzioni degli interlocutori. SOCRATE, SO DI NON SAPERE (PLATONE, APOLOGIA) Siamo di fronte ad una delle tesi piú famose di tutta la storia della filosofia: quella della “docta ignorantia”, che Socrate espone in un momento drammatico della sua vita, durante il processo che si concluderà con la sua condanna a morte. Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso. Per questo decise di cominciare a dialogare con gli uomini più stimati di Atene, per cercare anche – grazie a loro – di venire a capo delle affermazioni dell’oracolo. «Sapiente è solo Dio» aveva detto Socrate. Si tratta del concetto cardine del pensiero stesso di Socrate, un’aspra critica rivolta contro i sofisti, colore che “presumevano” di sapere, anzi, ne erano convinti. La vita della mente. Lungi dall'essere una testimonianza di umiltà, tale affermazione ha un significato ben preciso: Socrate afferma che intorno a lui non vi è nulla che possa attestare la verità, non le leggi, non gli usi sociali, non le religioni, non la morale e non … Dopo l’ironia deve arrivare la maieutica, la parte della ricerca. Andandomene, pensai fra me e me: "Sono più sapiente di questa persona: forse nessuno dei due sa nulla di buono, ma lui pensa di sapere qualcosa senza sapere nulla, mentre io non credo di sapere anche se non so. Socrate: “so di non sapere” (Platone, Apologia) Posted on 19/03/2016 by giorgio.stella Siamo di fronte ad una delle tesi piú famose di tutta la storia della filosofia: quella della “docta ignorantia”, che Socrate espone in un momento drammatico della sua vita, durante il processo che si concluderà con la sua condanna a morte. "So di non sapere" (Socrate) ... Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che a Dio." Olof Gigon (Basilea, 28 gennaio 1912 – Atene, 18 giugno 1998) storico svizzero della filosofia antica interpreta la "dotta ignoranza" di Socrate come un non sapere che è consapevole di sé e dei propri limiti, come un atteggiamento polemico contro coloro che pretendono di sapere troppo e come avvertimento che il non sapere è lo stato normale dell`uomo. Ovviamente non si considera un genio. Ed è quindi questa la conoscenza più alta e importante: la consapevolezza della propria ignoranza. Amore & Sesso - Animali - Architettura & Urbanistica - Arte - Auto & Moto - Bambini & Famiglia - Bellezza - Cucina - Economia - Film - Filosofia - Fotografia - Fumetti - Giochi & Videogiochi - Giornalismo - Hardware, Software & App - Libri & Ebook - Musica - Moda - Politica, Società & Religione - Programmi TV - Salute, Benessere & Fitness - Scienze & Natura - Scuola - Sport - Storia - Umorismo - Viaggi, Chi siamo – Proponi una lista – Note legali, termini di utilizzo, fotografie – Informativa estesa sui cookie – Privacy policy – Cambia le tue preferenze di privacy, Benvenuto! In lui la virtù coincideva con la volontà di conoscere e con il sapere, mentre il male era convinto nascesse dall'ignoranza e da una insufficiente conoscenza del bene. So di non sapere. E l’amore non possiede, ma cerca. Si arriva a lui dopo aver conosciuto i naturalisti e pensatori del calibro di Parmenide ed Eraclito, che sembravano avere una risposta – seppur a volte oscura – per i grandi quesiti del mondo. di Socrate . In secondo luogo, è un invito a guardare più profondamente dentro di noi, perché lì è nascosta la verità. «Sapiente è solo Dio» aveva detto Socrate. Solo che Socrate rispose dicendo di non ritenere giusta una condanna né una pena, e che anzi avrebbe dovuto essere la polis a pagarlo per i servigi dati in tanti anni alla città. Il pensatore greco era allora ancora giovane e, con grande onestà intellettuale, non si riteneva certo un sapiente. Hai torto se stimi che un uomo di qualche valore debba tenere in conto la vita e la morte. Socrate oppone, in questo senso, la figura del filosofo a quella del saccente, ovvero il sofista, colui che si presenta e si ritiene sapiente, almeno a livello di una conoscenza tecnica come può essere la retorica. Nel secondo, l’anima scenderebbe nell’Ade, dove comunque potrebbe conoscere e incontrare i saggi del passato. Note legali, termini di utilizzo, fotografie, La frase-cardine, dall’Apologia di Socrate, La proposta di Critone e la risposta di Socrate, In ogni caso, non bisogna temere la morte. Il discorso che abbiamo appena presentato, che permette a Socrate di scoprire il valore dell’ignoranza, non è però fine a se stesso. Il grande filosofo Socrate aveva compreso che la differenza fra persone ignoranti e persone colte non sta tanto nelle conoscenze che pensano di avere, ma sta nell’atteggiamento verso la conoscenza. Il 'so di non sapere' è uno dei motti di Socrate, grande filosofo ateniese. Quando l’oracolo di Delfi disse a Socrate che era l’uomo più saggio sulla Terra, Socrate rispose dicendo: “Io so di non sapere“. Non c’è, nel suo metodo, solo la pars destruens, la distruzione delle sicurezze altrui. Le fonti st… Dopo un’iniziale condanna, il tribunale chiese a Socrate di proporre egli stesso la pena per il suo reato. “So di non sapere”: L’aneddoto racconta che un oracolo di Delfi disse a un amico di Socrate che egli era l’uomo più sapiente. We can say that a translator follows the proverb "I know that I know nothing" (Socrates) and is engaged in the business of constant research and learning. Con Fazi Editore ha pubblicato, nel corso degli anni, due libri: You have entered an incorrect email address! Socrate parlava un linguaggio popolare e dall’aspetto sembrava un buffone. Nel pensiero di Socrate il “conosci te stesso” diventa un invito duplice: prima di tutto, significa che dobbiamo imparare a conoscere i nostri limiti, e quindi ad ammettere la nostra ignoranza. Socrate, invece, fu un pensatore in un certo senso in tono minore. Lui se ne rese conto quando l'amico Cherefonte, di ritorno da Delfi, gli disse che l'oracolo l'aveva scelto come l'uomo più sapiente. On 22 Luglio 2020 By Redazione. Alcuni studiosi, comunque, hanno avanzato l’ipotesi che il significato della citazione in origine fosse meno profondo di quanto non pensasse Socrate. Socrate, in realtà, era convinto di non sapere, ma dopo vari colloqui si rese conto che i cosiddetti sapienti erano in realtà dai falsi sapienti, sicuri delle loro certezze ma incapaci di stabilirne i fondamenti; e che lui, ignorante, era invece più sapiente di loro, perché … Veramente Socrate diceva:"La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere;perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere. Solo che questi colloqui con i sapienti finivano per convincere Socrate che queste sagge persone, in realtà, non sapevano nulla. Tutti credevano di sapere, ma in realtà non sapevano nulla, perché fondavano le loro conoscenze su concetti acquisiti superficialmente. Condividi: Facebook; E … Ciò che Socrate aveva intuito era l'importanza della consapevolezza di sé. Socrate infatti afferma che la morte può essere due cose [3]: o un non essere più nulla, o un mutamento di luogo. SOCRATE SO DI NON SAPERE. Ce n’è un altro, in particolare, che ci riferisce quello che accadde tra la condanna e la morte del pensatore: si intitola Critone e fu scritto poco dopo l’Apologia. Al tempo di Socrate, questa eventuale lettura – a patto che sia quella corretta – era comunque dimenticata. 1 decennio fa. Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. È dopo tutto questo che prende avvio il dialogo con Critone, che insiste per aiutarlo a scappare. Cinque cose belle è una guida alla bellezza: ogni giorno racconta, tramite cinquine, le cose belle che esistono nel mondo dell'arte, della narrativa, dei videogiochi, della tecnologia, dello sport, della cucina e dei viaggi. ↑ [2] Un altro dialogo giovanile di Platone, in cui Socrate si confronta con un importante filosofo sofista. Vorrebbe dire, in ultima istanza, fare il male. Socrate afferma ripetutamente: "so di non sapere". L’ateniese non ha infatti grandi verità da rivelarci, né su di sé, né sul mondo. [1] Alcune di queste fonti, tra l’altro, non furono affatto tenere con Socrate. Come abbiamo detto in apertura, la frase più importante, che meglio riassume il pensiero e le motivazioni di Socrate è quella che il pensatore presenta all’interno dell’Apologia: «So di non sapere». Già nell'Antica Grecia il famoso filosofo Socrate sosteneva “So di non sapere”, motto che invitava a mantenere la mente aperta a nuove conoscenze e ad allontanare la presunzione di sapere tutto. Io so, di non sapere. Secondo quanto riportato da diverse fonti dell’antichità, la frase sarebbe stata scritta dai celebri sette savi, tra cui c’erano anche Solone di Atene e Talete di Mileto, il primo filosofo greco. Siamo di fronte ad una delle tesi piú famose di tutta la storia della filosofia: quella della “docta ignorantia”, che Socrate espone in un momento drammatico della sua vita, durante il processo che si concluderà con la sua condanna a morte. "Conosci te stesso" ("Gnothi sauton") Di lui si studia soprattutto un metodo, ovvero le modalità per trovare una verità; ma di verità se ne trovano poche. Ha una moglie e quattro figli. Leggi anche: Cinque celebri miti di Platone. Veramente Socrate diceva:"La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere;perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere. Rileggendo una delle tesi più famose di tutta la storia della filosofia, quella della “docta ignorantia” che Socrate espose in un momento drammatico della sua vita, durante il processo a suo carico che si concluderà con la sua condanna a morte, mi rendo conto di quanto sia attuale e nello stesso tempo distante il pensiero socratico dalla nostra vita quotidiana. Ma in quei dialoghi non è facile capire dove finisca il pensiero di Socrate e dove invece cominci quello del suo allievo. La frase "so di non sapere" doveva essere ricorrente nei discorsi di Socrate e riassume l'incessante ricerca che caratterizza il suo filosofare. Ma ora so di non sapere … Cosa significa? E l’amore non possiede, ma cerca. Socrate, in realtà, era convinto di non sapere, ma dopo vari colloqui si rese conto che i cosiddetti sapienti erano in realtà dei falsi sapienti, sicuri delle loro certezze ma incapaci di stabilirne i fondamenti; e che lui, ignorante, era invece più sapiente di loro, perché almeno sapeva di non sapere. So di non sapere. Il suo pensiero ci è stato quindi tramandato dai suoi allievi e da qualche altra fonte [1]. “ So di non sapere ” disse Socrate dinanzi alla giuria che lo condannò successivamente a morte. Loro, quindi, non sapevano nulla dell’argomento di cui si discuteva, proprio come Socrate. Davanti al suo interlocutore Socrate si presentava sempre in un atteggiamento disarmante (apparentemente disarmante). Si tratta della consapevolezza di non conoscenza definitiva vista, però, come spinta a volere e desiderare di conoscere. Abbiamo detto in apertura che «So di non sapere» è la frase-cardine del pensiero di Socrate. Fai log in per entrare nel tuo account. Tutti i filosofi della storia della filosofia antica che si fanno al liceo, Storia semiseria e illustrata della filosofia occidentale, Le migliori frasi sull’alba (anche tratte dalle canzoni), 83 frasi buddiste per riflettere e meditare, Frasi per la pensione: gli auguri più belli e divertenti, 30 frasi da dedicare ad una cognata speciale, Le 39 migliori frasi di Aristotele, spiegate, 90 frasi da mettere su Instagram per rendere magiche le foto, 65 frasi d’amore per lui bellissime e corte (anche da poesie), 41 frasi per salutare gli amici prima di partire. Socrate infatti si fingeva ignorante, ponendo alla persona che aveva di fronte una serie di brevi domande, spesso ingenue. In questo modo, mirava a mettere in difficoltà l’interlocutore, chiedendo spiegazioni su cose apparentemente banali, ma che banali in realtà non erano. 2. Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta. So di (non) sapere. TUTTI I DIRITTI SUI TESTI SONO RISERVATI. Lui ha già deciso di accettare le conseguenze della condanna, e quindi di morire. Ma Socrate, in compenso, almeno una cosa la sapeva: lui fin dall’inizio sapeva di non sapere. E il pensatore ateniese ebbe gioco facile a far propria quella frase e ad usarla secondo i propri scopi. Secondo Socrate il concetto non è una definizione di sapere assoluto, ma una precisazione linguistica, in grado di permettere agli uomini di po-tersi comprendere meglio tra di loro. Davanti alle insistenze del giovane uomo, però, il filosofo pare inamovibile. ↑ [3] In altri testi di Platone, in realtà, esaminerà anche possibilità diverse. Sono spinto a studiare e a conoscere proprio perché “so di non sapere”. Cherefonte ovviamente riferì del suo colloquio a Socrate, che subito iniziò a interrogarsi. Ecco quindi le citazioni e gli aforismi che abbiamo scelto. Nuovo appuntamento con Il linguaggio della filosofia . Il non sapere "So di non sapere" è la celeberrima frase di Socrate, banale a prima vista, sottovalutata, ma in realtà ricca di significato e spunto di riflessione. Ma, proprio per questo, Socrate ristabilisce un rapporto positivo con la verità. Lv 4. Egli stesso dichiarava “So di non sapere”, eppure Socrate è considerato uno dei padri del Rinascimento ed il primo che ha riconosciuto di non sapere ed ha desiderato di sapere, in poche parole è stato il primo grande filosofo della storia. Per questo motivo secondo il maestro di Platone è necessaria, nell'indagine filosofica, una prima fase 'distruttiva', in cui si demoliscono le credenze superficiali dell'interlocutore, prima che dalla sua interiorità e dalla sua ragione possano scaturire verità più profonde. Socrate. Il suo compito, quindi, è quello di aiutare queste anime a partorire. Più so, più so di non sapere. Una frase che pronuncia davanti alla giuria che deve giudicarlo, mentre cerca di esporre i motivi che l’hanno spinto a filosofare. Qui aveva parlato con l’oracolo, chiedendo alla Pizia – la sacerdotessa di Apollo – se esistesse qualcuno più sapiente di Socrate. Socrate è infatti convinto – usando un linguaggio che in parte trae dalle esperienze familiari, visto che la madre era una levatrice – che le anime siano “gravide di idee”. Ama il primo Nanni Moretti, il primo De Gregori, i primi R.E.M., i primi Belle and Sebastian, i primi Baustelle e il primo Nick Hornby. Socrate, in realtà, era convinto di non sapere, ma dopo vari colloqui si rese conto che i cosiddetti sapienti erano in realtà dai falsi sapienti, sicuri delle loro certezze ma incapaci di stabilirne i fondamenti; e che lui, ignorante, era invece più sapiente di loro, perché almeno sapeva di non sapere. In Socrate (469-399 a.C.), la critica dei sofisti a ogni forma di sapere diventa radicale. Di fronte alla loro prosopopea da saccenti, smentita dalle sue domande, il filosofo comprese l’enigma dell’oracolo: Socrate, a differenza degli altri, è sapiente perché è il solo a sapere di non sapere. Anche su temi fondamentali come quello della morte, Socrate riesce ad essere incredibilmente vago. Pertanto, fuggire significherebbe tradire la propria città e se stessi, non accettare le conseguenze delle proprie azioni. Come probabilmente ricordate, Socrate non scrisse infatti nulla, per precisa scelta. SOCRATE: IL NON SAPEREDio si è servito di me come esempiocome per dire: O uomini,sapientissimo fra di voi è chi,come Socrate, sa di non sapere Il primo momento della dialettica socratica è il non sapere.